Hacker. Ecco quali sono i 10 migliori più temuti

Vi siete mai chiesti quali sono i 10 Hacker più temuti? Prima di parlare di Hackers bisogna capire di cosa stiamo parlando. Di  “visitatori informatici invisibili” ne esistono tanti ma come vengono chiamati? Esistono i Cracker (che non sono quelle piattine di biscotto con il sale 😆 ), i Phreaker e gli Hacker.

  • Il termine cracker (della lingua inglese), in ambito informatico, indica una persona che si ingegna per eludere blocchi imposti da qualsiasi sistema informatico al fine di trarne profitto o creare danni. Il termine fu coniato da Richard Stallman, per tentare di evitare l’abuso, tuttora esistente, della parola hacker.
  • Phreaking è un termine gergale coniato per descrivere l’attività di persone che studiano, sperimentano o sfruttano i telefoni, le compagnie telefoniche e sistemi che compongono o sono connessi alla Public Switched Telephone Network (PSTN) per hobby o utilità.
  • Un hacker, in informatica, è un esperto di sistemi informatici e di sicurezza informatica in grado di introdursi in reti informatiche protette e in generale di acquisire un’approfondita conoscenza del sistema sul quale interviene, per poi essere in grado di accedervi o adattarlo alle proprie esigenze.

Detto questo conosciamo i 5 Hacker più temuti nella storia recente.

Kevin David Mitnick

Kevin David Mitnick detto “Condor” (Van Nuys, 6 agosto 1963) è un programmatore, phreaker, cracker, hacker e ingegnere sociale statunitense, che si è distinto per avere inventato la tecnica dell’IP spoofing. L´IP spoofing in una rete di computer è  una tecnica di attacco alla sicurezza informatica tramite la quale si crea un pacchetto IP nel quale viene falsificato l’indirizzo IP del mittente. Nato in California, durante l’adolescenza rispecchiava lo stereotipo dell’hacker: iniziò con lavoretti in negozi di elettronica per poi scoprire i computer e i modem. Abbandonata la filosofia hacker, iniziò a fare cracking e scelse come soprannome “Condor” dopo aver visto il film I tre giorni del Condor. Nel 1980, a 17 anni, subì la prima condanna penale per furto di manuali informatici; altre condanne minori seguirono nel 1983, nel 1987 e nel 1988. Negli anni novanta iniziò ad introdursi illegalmente nei sistemi informatici di società sempre più grandi, sfruttando numerosi bug dei loro sistemi informatici, e soprattutto utilizzando la tecnica cosiddetta ingegneria sociale, cioè acquisendo informazioni riservate direttamente dalle persone coinvolte, guadagnando la loro fiducia con l’inganno. L’FBI, sotto pressione delle Big Companies, si mise sulle sue tracce. Il 15 febbraio 1995 Mitnick venne arrestato a seguito di una caccia durata 168 mesi. Incarcerato senza processo fu rilasciato nel gennaio 2000, ma con l’obbligo di astenersi da usare internet fino al 21 gennaio 2003. Attualmente è amministratore delegato dell’azienda di consulenza e sicurezza informatica Mitnick Security Consulting LLC.

Mathew Bevan

Mathew Bevan (nato 10 giugno 1974) è un hacker britannico del Cardiff, Galles. Nel 1996 è stato arrestato per hacking su reti governative statunitensi sicure. All’età di 21, ha hackerato dnei file del Griffiss Air Force Base Research Laboratory in New York. ILe sue intenzioni erano quelle di dimostrare il “complotto UFO”. Il suo unico strumento è stato un Commodore Amiga caricato con un programma chiamato Blueboxing Roxbox. L’agente speciale di vigilanza Jim Christy si espresse così : “E´ uno degli hacker che ha quasi iniziato una terza guerra mondiale. Jim Christy lavorava per l’Ufficio Air Force per le indagini speciali. Il 21 giugno 1996 è stato arrestato per hacking di file sensibili scovati in stabilimenti come USAF, NASA, e NATO.  Dopo 36 ore di interrogatori con la polizia, è stato accusato per acer effettuato un accesso non autorizzato ai sistemi informatici appartenenti all´ US Air Force e alla Defense Manufacturer Lockheed. Possiamo dire che la vicenda di Bevan è molto simile a quella di Gary McKinnon.

Anonymous

Anonymous è una forma di attivismo e un fenomeno di Internet che identifica singoli utenti o intere comunità online che agiscono anonimamente – in modo coordinato o anche individualmente – per perseguire un obiettivo concordato anche approssimativamente. Il termine viene utilizzato anche come “firma” adottata da gruppi di hacktivists, i quali intraprendono proteste e altre azioni sotto l’appellativo fittizio di “Anonymous”; e più genericamente anche per riferirsi ai sostenitori ed ai seguaci della sottocultura di internet. La simbologia del “busto senza capo” rappresenta l’organizzazione senza leader e l’anonimato. Il fenomeno, nato nel 2003, si ispira alla pratica della pubblicazione anonima di immagini e commenti su internet e più in generale su web. Il concetto, inteso come “identità condivisa”, si è sviluppato nella imageboard di lingua inglese 4chan laddove il nickname “Anonymous” veniva assegnato ai visitatori che commentavano senza identificarsi. Queste persone combattono per la libertà di internet, la trasparenza e la giustizia. Hanno hackerato tutto il governo cinese, il vaticano e la CIA, non sono motivati dal denaro e non sono mai stati beccati.

Vladimir Levin

Alcuni hacker non agiscono solo per il gusto della sfida oppure mossi da convinzioni politiche, ma solo per arricchirsi nel modo più semplice e veloce possibile. È il caso di Vladimir Levin, un hacker russo che nel 1995 violò i computer della Citibank, rubando quasi 10 milioni di dollari da numerosi conti correnti. La cosa sorprendente è che Levin non utilizzò nemmeno una connessione internet, ma riuscì ad accedere al sistema di telecomunicazione della banca, spiando le conversazioni private dei clienti, che rivelavano informazioni sensibili sui loro conti. Soltanto 400mila dollari sono stati recuperati dalla polizia. È stato condannato a 3 anni di prigione e alla restituzione di 240mila dollari.

Jonathan James

Era conosciuto sul web come “C0mrade” ed è finito in carcere negli Stati Uniti quand’era ancora minorenne: a soli 15 anni riuscì infatti ad introdursi in diversi network, inclusi quelli del dipartimento della difesa americana. James riuscì anche ad hackerare il sistema di sicurezza della NASA, scaricando abbastanza dati da riuscire a capire come funzionasse la Stazione Spaziale Internazionale (ISS). Il valore totale dei file che ha scaricato (e rubato) è stato stimato intorno ai 2 milioni di euro e ha costretto la NASA a spegnere i propri server per tre settimane durante le indagini. Nel 2007 diverse compagnie di alto profilo internazionale l’hanno accusato di attacchi alle loro reti, anche se in realtà erano opera di altre persone, provocando indagini e sospetti nei confronti di C0mrade. L’anno successivo, tormentato da decine di accuse molto pesanti per fatti che probabilmente non ha mai commesso, James si è tolto la vita.

Adrian Lamo

È conosciuto come l’hacker senza casa, per la sua propensione a spostarsi spesso da un luogo all’altro. Davvero difficile rintracciarlo. Nel 2002 riuscì a violare la rete interna del New York Times, accedendo ai database privati della famosa testata giornalistica. Con questa azione Lamo entrò in possesso delle informazioni private di oltre 3000 persone, quasi tutti collaboratori esterni, che avevano contribuito alla scrittura di articoli per una rubrica destinata agli opinionisti. A seguito del processo è stato condannato a 2 anni di carcere e al pagamento di una multa di circa 65mila dollari. Recentemente è tornato all’onore delle cronache per aver partecipato alle operazioni di WikiLeaks, sottraendo e pubblicando materiale classificato appartenente all’esercito americano.

The Syrian Electronic Army

È probabilmente il gruppo di hacker più famoso attivo oggi. Ha iniziato a farsi conoscere nel 2011, come gruppo segreto online in supporto al presidente siriano Bashar al-Assad. La SEA non ha mai provato a rubare dati sensibili, ma cercava di creare disordine e malfunzionamenti. Ha effettuato attacchi a numerosi siti internet famosi, come Twitter e Facebook, riuscendo a renderli inaccessibili o comunque inutilizzabili per un certo lasso di tempo. I suoi obiettivi sono solitamente organizzazioni occidentali che promuovono politiche a loro avverse, come il New York Times, the Huffington Post e LinkedIn.

Albert Gonzalez

Si tratta di uno dei ladri più famosi al mondo, come molti suoi colleghi ha concentrato i suoi attacchi a siti bancari, riuscendo a rubare ogni genere di carta di credito. Si stima che Albert Gonzalez sia riuscito a rubare almeno 170 milioni di carte di credito e bancomat, prima di essere arrestato e condannato a 20 anni di carcere. Non operava da solo ma era il fondatore e leader di un gruppo hacker chiamato “ShadowCrew”, capace di impossessarsi di 1,5 milioni di carte di credito, rivendendole online. Il team criminale creava inoltre falsi passaporti, tessere dell’assistenza sanitaria e falsi certificati di nascita per operare furti d’identità, grazie al quale hanno sottratto ben 4 milioni di dollari.

Max Ray Butler

Lavorava come consulente alla sicurezza informatica ed era conosciuto in rete come “Iceman”, pseudonimo con il quale è diventato uno dei più grandi hacker del mondo. Ha rubato oltre 2 milioni di carte di credito, sottraendo ai possessori più di 86 milioni di dollari. Gli agenti federali americani l’hanno accusato inoltre di aver creato una sorta di mercato online, nel quale gli hacker potevano comprare e vendere dati finanziari rubati. È stato arrestato nel 2007 ed a seguito del processo è stato condannato a scontare ben 13 anni di carcere.

Astra

È lo pseudonimo di un hacker greco che si è infiltrato nei computer della compagnia francese d’aviazione Dassault Group, rubando il suo archivio dati che conteneva i progetti per nuove armi. Tra le informazioni c’era anche un file molto sensibile che riguardava i jet da guerra e altri aerei usati per scopi bellici. Il criminale informatico ha poi venduto queste informazioni segrete a numerosi Stati nell’arco dei cinque anni successivi. La compagnia Dassault Group a causa di questo durissimo colpo ha perso più di 360 milioni di dollari. Astra non è mai stato identificato, ma secondo le informazioni raccolte dalle autorità, potrebbe essere un matematico di 58 anni.

Non dimentichiamoci infine di Edward Snowden e di Julian Assange. Voglio dedicare prossimamente a questi personaggi degli articoli unici, quindi continuate a seguirmi. Alla prossima 😛

Antonio Cesario

 

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