Sicurezza e ipercontrollo: Carta d’identità elettronica, SPID, CieID

Saluto i lettori e cybernavigatori che mi seguono.

Neurographix va a rilento, ed è giusto dirlo senza girarci intorno. Da mesi il sito non viene aggiornato con regolarità perché si stanno studiando cambiamenti profondi. Le visite sono poche, le entrate praticamente nulle e, realisticamente, non è nemmeno certo che neurographix continuerà a esistere nella forma attuale. Non è escluso che tutto venga chiuso e riaperto da zero, con un nuovo dominio e una nuova identità. Questo articolo nasce proprio in questa fase di riflessione: meno contenuti automatici, più analisi re

Per anni la carta d’identità è stata praticamente un oggetto passivo. La tenevi nel portafoglio, la mostravano quando serviva e poi via, dimenticata. Oggi invece quella stessa carta fa molto di più. È diventata una chiave: apre servizi, dati, pratiche, informazioni personali. Una versione digitale di noi stessi, certificata e sempre pronta all’uso. Personalmente, la prima volta che ho provato a usare la CIE con l’app CieID, è stato un po’ surreale. Ti rendi conto che quel rettangolo di plastica ora gestisce pezzi importanti della tua vita online.

Il primo passo in questa direzione è stato SPID, il Sistema Pubblico di Identità Digitale. Funziona tramite username e password, a volte con un codice temporaneo OTP, e permette di accedere a servizi come INPS, Agenzia delle Entrate, Fascicolo Sanitario, prenotazioni mediche, iscrizioni scolastiche, pratiche comunali. Per anni è stato il simbolo della digitalizzazione dello Stato: semplice, pratico, gratuito, almeno all’inizio. Bastava avere un documento valido, tessera sanitaria, email, numero di telefono e registrarsi presso un provider accreditato come PosteID, Aruba, Sielte o Lepida. Tre livelli di sicurezza, ma quasi tutti usavano il secondo: password + OTP, comodo e sufficiente.

Poi sono arrivati i costi. Dal 2026 molti fornitori hanno iniziato a far pagare un canone annuale. Non perché lo Stato volesse “far pagare l’identità”, ma perché SPID è sempre stato gestito da privati e mantenere server, sicurezza e sistemi anti-frode costa. SPID non sparisce, ma non è più la soluzione gratuita universale.

Qui entra CieID. La logica cambia completamente: niente intermediari privati, l’identità è gestita direttamente dal Ministero dell’Interno. Non è solo un’app in più: è il ponte diretto tra la tua identità fisica e quella digitale. Installi l’app, avvicini la CIE allo smartphone tramite NFC, inserisci il PIN di otto cifre e da lì l’identità viene associata al dispositivo. Per accedere ai servizi, a seconda della sensibilità dell’operazione, basta l’accesso, un QR code o il contatto fisico con la carta. Più l’azione è delicata, più serve una prova concreta che tu sia davvero presente.

Nel 2026 CieID è diventata la strada principale per accedere ai servizi pubblici. Non sempre obbligatoria, ma chiaramente privilegiata. Dal 3 agosto 2026 le carte cartacee non sono più valide per l’espatrio e molti servizi. La CIE è lo standard, CieID il suo naturale completamento digitale. Perché tutto questo ora? Centralizzare riduce costi, aumenta la sicurezza e si integra con il portafoglio digitale europeo, dove documento, patente, tessera sanitaria e certificati convergeranno.

Con un’unica identità digitale, però, cambia il rapporto con la privacy. Ogni accesso lascia una traccia. Non significa che qualcuno ti osserva 24 ore su 24, ma ogni operazione amministrativa è collegata senza ambiguità a una persona. La CIE non “dichiara” chi sei: lo sei. Questo riduce l’anonimato nei rapporti con lo Stato e cambia la cultura dell’identità.

Molti temono il furto di impronte o del volto. In realtà è quasi impossibile. I dati biometrici non sono immagini, ma codici criptati custoditi in aree hardware isolate del telefono. Anche se qualcuno violasse il dispositivo, non troverebbe una foto della tua impronta. Il chip della CIE non comunica nulla senza PIN. Avvicinare un lettore di nascosto? Inutile. Il vero rischio è umano: phishing via email o SMS, telefonate di falsi operatori, richieste di foto o video del documento. Non rubano la tecnologia, rubano la fiducia.

Ecco perché vale la pena seguire alcune regole semplici.


Come proteggersi da furti d’identità con SPID e CieID

Evita sempre:

  • Cliccare link ricevuti via SMS o email che parlano di SPID, CIE o aggiornamenti dati
  • Comunicare PIN, OTP o codici a chiunque
  • Fare accessi guidati al telefono da presunti operatori
  • Condividere foto o video del documento
  • Usare password semplici o riutilizzate

Cosa fare invece:

  • Digitare manualmente l’indirizzo dei siti ufficiali
  • Bloccare e aggiornare sempre lo smartphone
  • Attivare notifiche di accesso dove disponibili
  • Diffidare dell’urgenza: è l’arma principale dei truffatori

Il furto non avviene quasi mai “bucando il sistema”. I sistemi SPID e CieID sono robusti; l’anello debole siamo noi. Il phishing è il metodo più comune: messaggi urgenti che spingono a inserire credenziali su siti falsi. Ci sono anche truffe telefoniche, furto fisico dello smartphone o foto del documento sui social. La regola d’oro: non fidarsi mai di chi chiede informazioni private e mantenere tutto sotto il proprio controllo.


Non va dimenticato un altro lato della medaglia: non tutti hanno smartphone compatibili, tutti non sanno usare app, tutti non ricordano PIN o PUK. Per una parte della popolazione, CieID può diventare più una barriera che un aiuto. E poi, cosa succede se l’app va in errore o i server sono giù? Resti fermo. Senza contare l’abitudine culturale: ogni azione amministrativa lascia una traccia. Non sorveglianza, ma consapevolezza. Infine, il quadro europeo: questo non è un capriccio italiano, è un allineamento strutturale.

Alla fine il nodo vero non è se CieID sia “buona” o “cattiva”. È che le alternative stanno diminuendo. Funziona, è sicura, ma richiede attenzione, consapevolezza e rispetto delle regole base. La sopravvivenza digitale inizia da qui.

Antonio Cesario




Napoli Vibes: un’esperienza culinaria, con qualche “ma..”

Ciao a tutti oggi voglio parlarvi della pizza in Germania. La pizza è diventata un piatto popolare e amato da molti. Tuttavia, come molte altre cucine straniere, spesso viene adattata ai gusti del luogo, creando spesso risultati deludenti. Ci sono molte pizzerie in Germania che offrono una pizza di alta qualità, preparata con ingredienti freschi e tradizionali. Ma c’è anche una tendenza tra le pizzerie italiane a modificare la ricetta originale per soddisfare i gusti locali, utilizzando ingredienti non tradizionali e spesso sbagliati. Questo può portare ad una pizza che non rispetta gli standard tradizionali della cucina italiana, e che può lasciare insoddisfatti gli appassionati della vera pizza italiana. É importante trovare una pizzeria che rispetti i gusti tradizionali e l’arte della preparazione della pizza italiana.

Oggi parliamo di: Napoli Vibes 

Per iniziare, è importante notare che Neuhausen auf den Fildern è una piccola città situata nella regione della Svevia, a circa 20 minuti di auto da Stoccarda, la capitale del Baden-Württemberg. Questa posizione geografica rende Napoli Vibes una destinazione ideale per chiunque si trovi nella zona e desideri gustare una deliziosa pizza italiana. Inoltre, la pizza contemporanea offerta da Napoli Vibes è una novità interessante rispetto alla tradizionale pizza italiana. Questo stile di pizza mescola sapientemente ingredienti tradizionali italiani con una presentazione innovativa e originale, creando una combinazione di sapori unici che sicuramente piaceranno agli amanti della cucina italiana.

Il design del locale

Il design rustico-moderno del locale è particolarmente piacevole e invita i clienti a sedersi, rilassarsi e gustare una buona pizza in un’atmosfera accogliente e familiare. Unico e accattivante è l’arredamento del locale, che combina sapientemente elementi tradizionali e moderni. In particolare, sulla parete si possono ammirare bellissimi quadri in bianco e nero di attori famosi italiani come Toto, Celentano e Alberto Sordi, che contribuiscono a creare un’atmosfera di nostalgia e di amore per la cultura italiana. Inoltre, nel locale si possono notare alcuni elementi tipici della tradizione italiana, come una botte in legno utilizzata come elemento decorativo, ma anche un tocco di modernità con una parete intera ricoperta di erba artificiale, che conferisce al locale un’atmosfera fresca e giovane. Un altro elemento originale dell’arredamento del locale è il neon luminoso in forma di hashtag che riporta il nome della pizzeria. Questo tocco moderno rende Napoli Vibes facilmente rintracciabile e aggiunge un tocco di originalità all’atmosfera del locale.

Non solo pizza!

Napoli Vibes offre una vasta selezione di pizze, tra cui le classiche Margherita, Marinara e il mio amore segreto che loro chiamano l’Italiana (la famosa prosciutto di Parma, Grana Padano e rucola), ma anche molte pizze speciali con ingredienti originali e gusti unici. Qui troverai solo pizze autentiche e gustose, preparate con ingredienti di alta qualità e presentate in modo creativo e originale. Inoltre, il menu comprende anche altre prelibatezze come le patatine fritte, le pizze fritte e le frittatine di pasta, che aggiungono un tocco di originalità e sfiziosità alla scelta del menù. Per coloro che desiderano accompagnare la loro pizza con una bevanda, Napoli Vibes offre una vasta selezione di birre, vini, liquori e caffè per soddisfare ogni palato.

Per chi desidera concludere il pasto con un dolce, il menu presenta anche alcuni deliziosi dessert, tra cui il tradizionale tiramisù. Inoltre, vale la pena sottolineare che Napoli Vibes, non offre la pizza con l’ananas sopra, che per molti appassionati della pizza italiana è un vero e proprio sacrilegio.

Il personale ed il servizio

Il personale è molto amichevole e disponibile, pronto ad assistere i clienti nella scelta delle pizze e a fornire informazioni sulla loro preparazione. Parlano sia italiano che tedesco, il che aggiunge un tocco autentico all’esperienza culinaria. Se hai bisogno di una consegna a domicilio purtroppo non è prevista. Dico purtroppo ma in realtà è un bene in quanto una pizza gustata dopo la consegna al proprio domicilio non sarà mai buona e genuina come quella gustata sul posto. La pizzeria ha anche un furgone con il logo e i proprietari rappresentati sulla fiancata sottoforma di illustrazione, è una simpatica idea che però mi ha colpito molto. Per finire in bellezza parliamo anche del dietro le quinte, ovvero i bagni. I bagno sono così puliti e spòendenti che quasi quasi volevo tornbare a casa per evitare di sporcarli :mrgreen: e vi garantisco che in Germania non è facile trovare bagni in ottimo stato.

In generale, Napoli Vibes è un’ottima scelta per chi vuole gustare una pizza di qualità in un ambiente accogliente e autentico. Consiglio vivamente di provare questo ristorante e di godere della sua atmosfera unica.

Possibile che non esistano aspetti negativi?

Bhe se proprio vogliamo trovarne qualcuno potremmo elencarne giusto un paio.

  • I prezzi secondo me sono davvero alti e sul sito sono completamente diversi. Il fatto che “dicono” di non poter più accedere al proprio dominio per attualizzare i prezzi non è una scusante accettabile.
  • I parcheggi sono solo 6 in tutto.
  • Rumore eccessivo. La musica era troppo alta e credo che possa essere un disturbo per i clienti durante il pasto perché impedisce di parlare sereni creando così un chiacchiericcio generale ad alto volume.

Ringrazio i lettori per averci letto fino alla fine e speriamo che questa recensione possa essere utile nella ricerca della prossima destinazione culinaria.

Antonio Cesario




Germania: Giro d’affari per lavorare con il cappio al collo.

Ciao amici, sono sempre impegnato a cercare un lavoro fisso, ma la situazione è ancora critica. Oggi sono qui a raccontarvi il mio punto di vista e la mia esperienza di “inoccupato”. Molti mi hanno chiesto se sia il caso di trasferirsi in Germania per cercare lavoro e sperare di viver meglio. La mia risposta è sempre la stessa. Se siete capaci di lasciare le vostre famiglie e rischiare tutto in speranza di un modo di vivere migliore allora fatelo, ma prima studiate il tedesco altrimenti evitate categoricamente. Sono anni che sono in Germania e ancora non comprendo bene il tedesco nonostante i corsi di lingua affrontati. Il tedesco, a mio avviso, è difficile tanto quanto il russo, ma bisogna anche esser portati per le lingue e io non lo sono certamente.

Le mie esperienze dal passato ad oggi

In Italia ho sempre lavorato come grafico pubblicitario e impaginatore grafico per quotidiani e giornali della mia città, i quali non mi hanno mai retribuito a dovere, anzi spesso ho subito anche Mobbing. La mia fortuna è di avere un carattere abbastanza forte e immune a provocazioni spiantate fornite da direttori incompetenti. Approdato in Germania ho cominciato a lavorare, nel weekend, in una ditta di pulizie italiana dalla quale ho preso le distanze dopo due anni per gli stessi motivi descritti pocanzi. Quando lavoro all’estero con gli italiani è impossibile imparare il tedesco e i soldi sono pochi. Una boccata d’aria l’ho riscontrata all’interno di un magazzino di una multinazionale leader nel settore di abbigliamento e profumi. Un’azienda dal nome importantissimo ma nei fatti poverissima. Dopo 1 anno e mezzo di lavoro a contratti di un mese, l’azienda mi invia una lettera di referenze fantastica con allegata una lettera di fine rapporto. Non mi hanno fornito nessuna motivazione per l’accaduto. Solo col tempo ho compreso che la loro filosofia è avere 100 operai fissi e 500 a contratti brevi in modo da renderli non indispensabili e intercambiabili come le batterie di una radio.

Domani è un altro giorno

Da quando ho smesso di lavorare per questa azienda mi sono affidato alle agenzie interinali chiamate in Germania “Zeitarbeitfirma”. Da come sembra è sempre la cosa migliore affidarsi a agenzie per trovare lavoro, ma non è tutto oro quello che luccica.

Le agenzie sono un circolo vizioso che mi ricorda il videogame “Snake”, il bruco che mangia la mela e poi si morde la coda. La situazione è questa. Ti rivolgi alle agenzie inviando il curriculum completo di foto, documenti richiesti e certificati vari. L’agenzia ti chiama per un colloquio e dopo aver compilato una serie di fogli informativi ti registrano nei loro database. Da quel momento spariscono e devi esser tu a chiamarli per ricordargli che esisti. Ci sono agenzie serie e non. Fino ad ora ne ho incontrate almeno 30 e solo una di loro mi è apparsa professionale. continuo a lavorare con delle pause di almeno 5 mesi. Il avoratore qui è sbattuto a destra e manca per periodi di giorni fino al massimo di 3 mesi. Poi si ricomincia.

Vulnerabilità nel rispetto del lavoratore

L’agenzia mi ha chiamato e superate le solite formalità mi promette di richiamarmi. Un giorno all’improvviso mi dicono di presentarmi alle 19.00 di sera per fare una prova di lavoro alle 20.00 affrontando un turno di notte. Tutto sorridente e pieno di me affronto alla grande la prova. Dato che le condizioni del lavoro non erano umane decido di cercare altro. Quest’agenzia mi assegna successivamente 5 appuntamenti al fine di retribuirmi quella giornata di lavoro, ma è tutto inutile dato che gli appuntamenti risultano dei bidoni. Avendo speso il doppio tra metropolitana e benzina ho deciso di abbandonare questa agenzia. Morale della storia non sono stato pagato e continuo a cercare.

Un paio di volte mi sono capitare agenzie più o meno serie, ma non è stato possibile lavorare più di 2 mesi nonostante io sia stato impeccabile e il migliore dell’azienda i qualità e velocità di priduzione.

Questo articolo vuole solo fare capire che non è paradisiaco lasciare tutto senza basi ne sicurezze, ma che è pur sempre un’esperienza. Cercate solo di farvi rispettare e pagare sempre quello che è stato stabilito dalla legge e date quello che chiedono senza strafare perchè tanto fare l’eroe non paga.

Antonio Cesario




Ai lettori: scusate la mia assenza

Ciao amici, questo non è un vero e proprio articolo ma un modo qualunque per scusarmi per la mancanza di articoli da qualche mese e la mia relativa assenza. Come sempre la vita riempie le mie giornate e non certamente come vorrei. Ho trovato un ennesimo nuovo lavoro che mi porta via tantissimo tempo e non mi permette di dedicarmi alla stesura di articoli per Neurographix. La Germania sarà anche bella ma come dice mia madre “tutto il mondo è paese”. Il rispetto è un aspetto sempre importante qui ma spesso non è corrisposto e, qualitativamente parlando, non è pari agli sforzi fatti. Adesso lavoro in un magazzino d’impacchettamento e spedizione. Insomma qui non puoi fare molto se il tedesco non è al massimo livello e comunque il lavoro che trovi è relativo alle esperienze avute sul campo. Come già detto precedentemente in altri articoli, è un mordersi la coda con le agenzie e le aziende. Le agenzie offrono lavori a tempo senza speranze e le aziende sfruttano i contratti a tempo senza assumere. Dalle mie parti si dice “raccogli l’acqua quando piove”, un po’ come dire “Carpe diem”. È una vita che raccolgo acqua speriamo di non annegare 😀 .

Bene, spero di riuscire a scrivere presto un vero articolo, anche perché ho notato che le letture e le visite del sito si sono notevolmente abbassate e non vorrei mai che mi dimenticaste.

Scrivetemi quando volete e sono aperto a suggerimenti di ogni tipo.

Grazie a tutti e a presto.




Germania: Agenzie in accordo con le aziende per non lavorare

Sempre impegnato a cercare un lavoro fisso ma tutt’ora la situazione è alquanto critica? Oggi sono qui a raccontarvi  la mia esperienza di “inoccupato” in connessione alle agenzie. Molti mi hanno chiesto se sia il caso di trasferirsi in Germania per cercare lavoro e sperare di viver meglio. La mia risposta è sempre la stessa. Se siete forti abbastanza da lasciare le vostre famiglie e rischiare tutto in speranza di un modo di vivere migliore allora fatelo, ma prima studiate il tedesco. Sono ormai 5 anni che sono in Germania e anche se appare ai vostri occhi assurdo, ancora non parlo e comprendo bene il tedesco nonostante i corsi di lingua affrontati. Il tedesco a mio avviso è difficile tanto quanto il russo, ma bisogna anche esser portati per le lingue e io non lo sono certamente.

Le mie esperienze dal passato ad oggi

In Italia ho sempre lavorato come grafico pubblicitario e impaginatore grafico per quotidiani e giornali della mia città, i quali non mi hanno mai retribuito a dovere, anzi spesso ho subito anche del mobbing ingiustificato. La mia fortuna è di avere un carattere abbastanza forte e immune a provocazioni spiantate fornite da incompetenti. Approdato in Germania ho cominciato a lavorare, nel weekend, in una ditta di pulizie italiana dalla quale ho preso le distanze dopo due anni per gli stessi motivi descritti pocanzi. Quando lavoro all’estero con italiano è impossibile imparare il tedesco e i soldi sono quasi sempre pochi. La mia migliore esperienza, se così si può chiamare, è avvenuta all’interno di un magazzino di una multinazionale leader nel settore di abbigliamento e profumi. Questa credetemi, è un grosso marchio che appare spesso anche in TV. Dopo 1 anno e mezzo di lavoro a contratti di un mese, l’azienda mi invia una lettera di referenze fantastica con allegata una lettera di fine rapporto. Non mi hanno fornito nessuna motivazione per l’accaduto. Solo col tempo ho compreso che la loro filosofia è avere 100 operai fissi e 500 a contratti brevi in modo da renderli non indispensabili e intercambiabili come le batterie di una radio.

Domani è un altro giorno

Da quando ho smesso di lavorare per questa azienda mi sono affidato alle agenzie interinali chiamate in Germania “Zeitarbeitfirma”. Da come sembra è sempre la cosa migliore affidarsi a agenzie per trovare lavoro. E’ un circolo vizioso che mi ricorda il videogame “Snake”, il bruco che mangia la mela e poi si morde la coda. La situazione è questa. Ti rivolgi alle agenzie inviando il curriculum completo di foto, documenti richiesti e certificati vari. L’agenzia ti chiama per un colloquio e dopo aver compilato una serie di fogli informativi ti registrano nei loro database. Da quel momento spariscono e devi esser tu a chiamarli per ricordargli che esisti. Ci sono agenzie serie e non. Fino ad ora ne ho incontrate almeno 30 e solo una di loro mi è apparsa non professionale.

Vulnerabilità nel rispetto del lavoratore

L’agenzia mi ha chiamato e superate le solite formalità mi promette di richiamarmi. Un giorno all’improvviso mi dicono di presentarmi alle 19.00 di sera per fare una prova di lavoro alle 20.00 affrontando un turno di notte. Tutto sorridente e pieno di me affronto alla grande la prova. Dato che le condizioni del lavoro non erano umane decido di cercare altro. Quest’agenzia mi assegna successivamente 5 appuntamenti al fine di retribuirmi quella giornata di lavoro, ma è tutto inutile dato che gli appuntamenti risultano dei bidoni. Avendo speso il doppio tra metropolitana e benzina ho deciso di abbandonare questa agenzia. Morale della storia non sono stato pagato e continuo a cercare.

Questo articolo vuole solo fare capire che non è paradisiaco lasciare tutto senza basi ne sicurezze, ma che è pur sempre un’esperienza . Cercate solo di farvi rispettare e pagare sempre quello che è stato stabilito per legge e nons trafate perchè gli eroi non sono mai ripagati.

Antonio Cesario




Germania: come trovare lavoro e relative tariffe

Ciao amici torno oggi a scrivere un articolo relativo al lavoro in Germania. Il lavoro in Germania non è tutto rose e fiori. In tanti pensano che in Germania sia facile trovar lavoro come se tutti i tedeschi stessero aspettando loro a braccia aperte. Dovete sapere che prima di trovare lavoro e poterne quindi usufruire, bisogna mettersi in regola con l’assicurazione sanitaria e la residenza. Quando iniziamo a cercare lavoro dobbiamo assolutamente saper parlare un minimo di tedesco o almeno conoscere l’inglese.

Ipotizziamo che siamo riusciti a entrare nel giro tedesco e che l’iscrizione all’A.I.R.E. e la tessera sanitaria siano state fatte. Quello che bisogna subito fare è registrarsi al sito https://jobboerse.arbeitsagentur.de/ dove potremo inserire il nostro curriculum-vitae e i propri dati al fine di cercare lavoro. Inserite dati reali dato che il login e password di accesso verranno spediti per posta al vostro indirizzo di residenza. Questo sito è pieno zeppo di annunci di lavoro messi online da agenzie interinali. Potrete scrivere tramite email all’agenzia (lo consiglio) oppure inviare la vostra candidatura tramite il sito. Normalmente dopo il primo contatto o la prima email inviata le agenzie convocano l’utente per un colloquio conoscitivo e effettuano la registrazione presso il proprio database. Avendo a disposizione tutti i dati e la possibilità di trattarli, le agenzie forniranno offerte di lavoro, in base al curriculum dell’utente in database. E’ una procedura che conosciamo benissimo anche in Italia e come in Italia anche in Germania le tariffe che loro propongono sono bassissime. Nonostante la tariffa base oraria corrisponda a 9,23 euro, le agenzie ne approfittano facendo “buon viso a cattivo gioco”.

Questa situazione di tariffe bassissime dipendono da un gioco politico-economico che fanno le aziende e le agenzie. Tutte le aziende preferiscono assumere a contratti brevi di 1 o 2 mesi lavoratori aiutanti esterni (Aushilfe o Mitarbeiter). Lo fanno in primo luogo perché così possono evitare di assumere a tempo indeterminato e poi per una questione economica.

Posso farvi capire meglio la situazione politico-economica, parlandovi dell’ultimo lavoro che ho avuto. Non la farò lunga. Ho lavorato per 1 anno e mezzo continuamente con contratti brevi. I contratti erano fatti per 1 settimana o 1 mese per volta. In 1 anno e mezzo non sono mai riuscito ad avere piè di 2 giorni consecutivi di ferie. Il trucchetto dell’azienda è quella di pagare le ferie a fine mese o a fine contratto. Così facendo evitano l’accumularsi delle ferie impedendo periodo di vacanza di settimane. Dopo 1 anno e mezzo di contratti brevi e premi produzione meritati, nel 60% dei casi, si fa pausa di qualche mese per poi ricominciare tutto daccapo. E’ un ottimo sottefugio per evitare di assumere un lavoratore a tempo indeterminato.

Una bella storia, mi ricorda un pò l’Italia. Ma su YouTube non si diceva che si riuscivano a guadagnare anche 2000,00 euro mensili puliti? E’ un’illusione, non ci credete. L’itegrazione è una formula teorica che spesso non è applicata. dimenticatevi di campare sulle spalle dello stato e cancellate l’idea di poter fare la gavetta e imparare un lavoro nuovo. In Germania quasi tutti i lavori per poterli fare devono essere corrisposti da un buon tedesco e da studi e pratica effettuati nella scuola. Ma gli stranieri? loro sono un caos differente dato che hanno studiato nel proprio paese, quindi ci si deve affidare alle agenzie interinali. Tutto è un mordersi la coda.

Credo sia molto importante informarsi riguardo il lavoro, le tariffe e le direttive ufficiali dettate dalla Germania. Per chi fosse interessato consiglio di leggere questi siti tedeschi. Ci faranno capire meglio come funziona il mondo e eviteremo di esser fregati dalle proposte economiche indecenti. Quando trovate iGZ- DGB – Tarifgemeinschaft significa che si sta parlando di direttive imposte alle aziende, mentre quando trovate bZa/Dgb-Tarifgemeinschaft vuol dire che si sta parlando di agenzie interinali. Cercate queste diciture online e otterrete sicuramente le informazioni che vi servono.

Spero davvero di esservi stato utile ancora una volta e se avete domande io ci sono sempre. Scrivetemi e risponderò prima possibile. Ciao.

Antonio Cesario




Germania, la Chiesa “scomunica” chi non paga la tassa religiosa

Vivendo in Germania ho notato molte stranezze soprattutto quando si tratta di soldi e tasse. Esistono tantissime tasse in Germania che potrebbero essere evitate e altre che sono imposte con atteggiamento inquisitorio come quelle della Chiesa.

Parliamo oggi delle tasse relative alla chiesa cattolica. Come avete letto nei mei precedenti articoli, il mio modo di pensare e di vivere fa sempre riferimento alla scienza e al rispetto reciproco e non si basa sui comuni aspetti propinati dalla religione. In Germania tutti hanno avuto a che fare almeno una volta nella vita con la Kirchensteuer.

La “tassa sulla Chiesa”, introdotta per la prima volta nel 1827, è un’imposta sul reddito obbligatoria per tutti i fedeli che siano battezzati o si considerino appartenenti a una religione. Questa tassa ha lo scopo di Finanziare la Chiesa stessa, che utilizza il guadagno per pagare i salari degli impiegati e finanziare progetti di aiuto sociale per gli anziani. Il modulo della Kirchensteuer, viene spedito a casa dopo essersi registrati come residente. Se dichiarate di appartenere a una religione, o anche soltanto di essere battezzati, riceverete quindi un bollettino che vi chiederà di pagare una cifra in denaro proporzionata al vostro reddito dichiarato. Questo meccanismo coinvolge più di 25 milioni di cattolici e permette alle casse ecclesiastiche di ricevere ogni anno circa 4 miliardi di euro.

Per recedere bisogna presentarsi all’Amtsgericht o al comune e compilare il modulo relativo. Non è necessario dare spiegazioni della motivazione. Non è consentito cancellarsi per posta. Qualora si riscontrassero delle difficoltà, si potrà pagare un notaio che certificherà la richiesta di cancellazione. Questa è una tendenza sempre più in voga nell’ultimo periodo, infatti, circa 180.000 persone si sono cancellati dalla lista per motivi legati alla fede e al denaro. Molti si cancellano da questa fatidica lista per “disapprovazione”. Molte persone non sono d’accordo con alcuni modi di fare della Chiesa e con alcune azioni negative che non rispecchiano la misericordia e l’altruismo. Basti pensare ai preti pedofili e all’insabbiamento d’informazioni. Abbiamo visto ultimamente il caso della fuga d’informazioni della Chiesa che ha rivoltato l’Italia intera. Che cosa avrà mai la Chiesa da nascondere?

Qualcuno sicuramente dirà: ma quanto vuoi che sia questa tassa? Beh è alta dato che corrisponde a circa il 9% delle tasse sul reddito. A chi smetterà di pagare, la Chiesa tedesca vieterà comunione, confessione, matrimonio, tutti i riti correlati e l’estrema unzione. Niente obolo, niente sepoltura secondo il rito cattolico. Nemmeno se si è stati credenti e devoti per tutta la vita. Salvo che, spiegano i Vescovi, il defunto non abbia mostrato qualche segno di redenzione prima della sua morte.

Gesù diceva: amate! La chiesa dice: Pagate!

Qualcuno non ha capito bene come si debba vivere. Voi che pensate? SE avete qualcosa da dire scrivetemi e commentate.

Antonio Cesario




Germania: domande poste e risposte ricevute

Quando mi trasferii in Germania la prima volta, non sapevo davvero che pesci prendere, così la prima cosa che ho fatto è stata scrivere al consolato italiano presente in Stuttgard ponendo delle domande che ho ritenuto inizialmente essenziali. Oggi voglio condividere con voi le informazioni che ho ricevuto, potrebbero certamente essere utili a chi stesse pensando di trasferirsi come me in Germania. Il consiglio proncipale che vi do è di imparare la lingua prima di trasferirvi.

Domande con risposta

Quale documentazione serve per trasferirmi in Germania e risiedere e lavorare? (Possiedo attualmente carta di identitá valida per l’espatrio)
Come cittadino dell’Unione Europea può trasferirsi in Germania anche con la carta d’identità (purchè valida per l’espatrio). Al momento dell’arrivo dovrà iscriversi all’anagrafe del Comune tedesco di nuova residenza ( Anmeldung) e successivamente iscriversi alla nostra anagrafe consolare che Le servirà per l’iscrizione alla Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero (AIRE) presso il Suo Comune in Italia. Non ha inoltre bisogno nè di permesso di lavoro nè di permesso di soggiorno (anche se è necessario che abbia i requisiti per avere il diritto al soggiorno e che sono: reddito e assicurazione sanitaria);

Esistono dei corsi di specializzazione o di apprendimento (lingua tedesca, specializzazioni di studio, ecc.) anche gratuiti o incentivati per meglio ambientarsi nel mondo del lavoro e nella societá tedesca?
Esistono dei corsi di lingua tedesca per cittadini stranieri che dovrebbero sostenere il processo di integrazione in Germania (Integrationskurse). Informazioni più precise in merito agli Enti, ai livelli ed agli orari potrà richiederli presso il Suo Comune di residenza;

Tutti i miei documenti, diplomi ed attestati di studio e di esperienza lavorativa, sono validi e convertibili in tedesco in modo da poterli utilizzare meglio per lavoro?
Ai fini della ricerca del lavoro sicuramente Le potranno essere utili i titoli di studio conseguiti e la certificazione relativa alle esperienze di lavoro svolte. A tal fine potrà esserLe utile la lista dei traduttori giurati che Le alleghiamo. In merito al riconoscimento in Germania dei Suoi titoli di studio potrà rivolgersi al nostro Ufficio notarile (notarile.stoccarda@esteri.it) fornendo notizie più dettagliate;

Esistono elenchi consultabili di ditte italiane o tedesche per trovare lavoro?
Per avere informazioni sulle ditte italiane nella nostra circoscrizione consolare potrà rivolgersi alla sede della Camera di Commercio presso questo Consolato Generale.

Esistono agenzie o siti internet specializzati che si occupano dei lavoratori italiani?
Per domande di previdenza sociale o diritto del lavoro può rivolgersi ad uno dei patronati che operano in questa circoscrizione consolare e che offrono consulenza bilingue e gratuita (v. allegato);

Esistono agevolazioni o qualche tipo di aiuto per gli italiani che vengono a lavorare per la prima volta in Germania
Esiste la possibilità di un piccolo aiuto economico una tantum per connazionali residenti e iscritti all’AIRE che si trovano in una sistuazione di comprovata indigenza;

Se possiedo una partita iva in Italia come ditta individuale, é possibile convertirla per utilizzarla in Germania o deve essere chiusa e riaperta?
Per domande di carattere commerciale Le consigliamo di rivolgersi ad un commercialista che valuterà la Sua situazione individuale;

Esistono finanziamenti a fondo perduto o agevolazioni (in Italia esiste programma e sviluppo” offre il prestito d’onore per i nuovi imprenditori) se volessi aprire una attivitá?
Quest’Ufficio di Assistenza non è a conoscenza di aiuti particolari per imprenditori per cui Le suggeriamo di informarsi presso la Camera di Commercio;

Il conto in banca deve essere in Germania o posso mantenere anche quello in Italia volendo?
Per quel che riguarda il Suo conto corrente in Italia Le suggeriamo di informarsi direttamente presso la Sua Banca (in quanto le condizioni possono variare da un istituto di credito all’altro) in ogni caso sarebbe l’ideale avere un conto tedesco per questioni di trasparenza e funzionalità. Potrebbe capitare che un’azienda non acceti di versare il suo stipendio in una banca estera;

Se vi spedissi il mio curriculum-vitae con le mie esperienze lavorative e di studio, esisterebbe la possibilitá di lavorare o collaborare con il consolato italiano?
In merito alla Sua richiesta di collaborazione con questo Consolato Generale La ringraziamo. Le consigliamo di controllare di tanto in tanto il nostro sito (www.consstoccarda.esteri.it) al fine di verificare l’esistenza di eventuali bandi di concorso per l’assunzione di personale in Sede.

Per integrare le informazioni riguardo la Germania affrontate in precedenza, metto a disposizione un file PDF che mi hanno spedito per posta tempo fa. Sono certo che sarà utile per tanti.

Alla prossima.

PDF: Diritti di previdenza sociale in Germania

Antonio Cesario




Opinione: Germania. Basta sussidi ai disoccupati stranieri.

Sta girando da ormai settimane l’articolo che riporto qui sotto, non so se sia una Bufala così come mi hanno segnalato, ma ritengo sia anche un ottimo argomento da affrontare. Leggiamo prima la notizia e poi ne discuteremo.

L’articolo pescato online

“NEW YORK (WSI) – Dopo sei mesi, i cittadini europei disoccupati sono pregati di lasciare la Germania. Questa la misura più drastica invocata dal governo di Berlino per bloccare quello che media e politici tedeschi definiscono Sozialturismus, cioè il turismo del welfare. D’altra parte, come ha spiegato l’altra sera Angela Merkel, “Non siamo un’unione sociale: non pagheremo i sussidi a chi sta in Germania a cercare lavoro”. Il precursore è stato il Belgio, ora tocca a Berlino.  I tedeschi abbiano tutti i torti. Una parte consistente della legge si concentrerà sugli abusi ai danni del munifico sistema di welfare tedesco. Il Kindergeld è un assegno di 180,00 euro al mese per ogni figlio di lavoratore. Secondo le statistiche del governo, nel 2012 ben 600 milioni distribuiti attraverso questo sussidio sono finiti fuori dai confini nazionali. Nonostante il tasso di natalità dei tedeschi sia il secondo più basso d’Europa, nel 2013 le richieste di Kindergeld sono aumentate del 30%. Per questo chiunque venga pizzicato a fornire dati falsi per accedere alle prestazioni di assistenza, o a contrarre matrimoni solo per acquisire la cittadinanza tedesca, sarà punito con il carcere fino a tre anni e, una volta scontata la pena, non potrà fare ritorno in Germania. Il discorso però cambia, e parecchio, per quei cittadini europei che in Germania non hanno commesso nessun reato, ma sono costretti a richiedere un sussidio perché temporaneamente senza lavoro.“

L’Unione Europea la pensa così

Gli immigrati devono avere più facile accesso ai servizi sociali in Germania, il parere della Commissione europea. Questo è il parere della Commissione dinanzi alla Corte di giustizia europea (CGE) in Lussemburgo.
La Commissione riferendosi al codice della sicurezza sociale ritiene l’esclusione degli immigrati comunitari non compatibile con il diritto europeo. Se i giudici europei seguiranno le idee della Commissione, gli immigrati avranno in futuro molte più possibilità e prestazioni sociali, anche se non sono alla ricerca di posti di lavoro. La legge Hartz è possibile leggerla qui su Wikipedia: Piano Hartz.

La mia opinione

Effettivamente credo sia una bufala altrimenti ne avrei sentito parlare sul posto. Esistono davvero tante persone che non lavoravano in Italia e che non lavorano ancora adesso in Germania. I motivi sono tantissimi. Io ad esempio sono tre anni ormai che vivo in Germania e non ho ancora qualcosa di stabile a causa della difficoltà della lingua, ma non percepisco nessun sussidio poiché convivo e non ho maturato uno stato di disoccupazione sufficiente. Posso garantirvi che è un problema comune a tanti stranieri, non solo italiani. Il problema di tutta questa bella opera di sostegno è che esistono persone senza scrupoli, sfaticate, che sfruttano il sistema a scapito di chi lavora e paga le tasse, impedendo tra l’altro lo sviluppo del lavoro con successivo incremento della disoccupazione.
Ho conosciuto qui in Germania una persona che mi ha raccontato di essere andato via dall’Italia per questioni economiche e sociali. Mi ha fatto capire di aver fatto banca rotta con la propria ditta, di esser stato cacciato da casa dalla moglie e di aver accumulato enormi debiti. Espatriando ha cominciato a lavorare in Spagna ma è stato estradato dopo pochi mesi, quindi ha scelto di andare in Francia dove l’hanno, andato via immediatamente. Così ha deciso di salire sul primo treno disponibile ritrovandosi a Stuttgart in Germania. Grazie all’aiuto di connazionali, centri sociali e centri religiosi è riuscito a registrarsi come residente e a entrare nel sistema di sovvenzioni. La Germania ritiene giusto aiutare nella speranza di integrare ogni individuo indipendentemente dalla razza, cultura e provenienza. Il sistema d’integrazione in Germania è un aspetto molto importante e funziona a differenza dell’Italia. Il risultato di tutta questa storiella è che ancora oggi questa persona è sovvenzionata dallo stato tedesco perché, lui racconta che nessuno lo vuole assumere a causa della sua scarsa capacità di movimento ed eccessivo sovrappeso. In realtà lui è il primo a non accettare nessuna proposta. I 1.600,00 euro al mese ricevuti senza alzare un dito sono troppo allettanti per rinunciarvi. Quindi, disoccupato, sfaticato e sostenuto dallo stato, con una casa in affitto e un corso di tedesco gratis. Sembra il paradiso, ma non è così. Questa è frode a mio parere e fra poco le sovvenzioni gli saranno tolte. Cambierà paese? Personalmente non voglio neanche scoprirlo.
Questa è la rovina di ogni paese, accade in Germania così come in Italia. Alla luce dei fatti credo che estradare o fermare in qualche modo tali individui sia più che giusto.
Voi che ne pensate?

Antonio Cesario




Cieli o mongolfiere capovolte in Germania?

Notizia fresca fresca, alle ore 17.00 in Bernhausen (Filderstadt) si è verificato uno strano incidente ancora non chiarito. Ho fotografato personalmente il fatto. Una mongolfiera si è letteralmente capovolta in cielo, il motivo non è ancora chiaro fatto sta che il cesto era in alto e il pallone aerostatico era nella parte inferiore. In pochissimi minuti ha effettuato una discesa mai vista prima. Ancora non è chiaro cosa sia accaduto, l’unica cosa che ci fa sperare in un pronto-soccorso è la presenza di una seconda mongolfiera. Speriamo che nessuno si sia ferito e che la mongolfiera sia atterrata in una zona sicura. Dal mio punto di vista, credo abbia avuto un contatto diretto con qualche casa sottostante. Se ci saranno novità sarete i primi a saperlo. Le fotografie parlano da sole.

Antonio Cesario

Aggiornamento: Mongolfiera capovolta. Mistero risolto.

Risolto il mistero della mongolfiera marchiata Festo avvistata in Bernhausen (Filderstadt) ieri alle 17.00. Era una trovata pubblicitaria che ha regalato attimi di tremarella a tutti lasciando pensare a un incidente. Gli ingegneri di questa trovata hanno davvero superato loro stessi.

La mongolfiera capovolta è stata costruita con una cabina sul lato inferiore mantenuta abbastanza nascosta mentre l’altra cabina è stata montata sulla parte superiore. La cabina in alto è stata sostenuta da una struttura rigida. I creatori sono gli ingegneri della Cameron Balloons  che hanno lavorato con entusiasmo a questa forma unica al mondo di mongolfiera. La presenza della seconda mongolfiera è necessaria non solo per aumentare l’effetto ottico ma anche perché per levitare nel cielo questo pallone ha bisogno di un aiuto esterno. Inoltre in fase di atterraggio la visibilità non è del tutto chiara, quindi la presenza di un secondo pallone è indispensabile.

Uno scherzetto ben congeniato e riuscito. Complimenti agli ingegneri, ci siamo caduti con tutte le scarpe. 😛

Antonio Cesario